Psicologa Clinica iscritta alla Sezione A dell’Albo degli Psicologi della Regione Marche con il numero 2856.
Dopo la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche, consegue nel 2015 la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Urbino. Specializzata nel trattamento e riabilitazione delle principali problematiche evolutive e della terza età, grazie alle esperienze maturate in diverse strutture pubbliche e private. Attualmente socia e collaboratrice dell’Associazione NonnoMino ONLUS di Pesaro.
Si occupa inoltre di problematiche legate a dipendenze comportamentali e fornisce supporto e consulenze professionali, tramite colloqui di sostegno, valutazione e trattamento delle principali tematiche psicologiche. Tra le attività svolte, è impegnata anche in attività di formazione tramite laboratori e lezioni frontali.
CORSI DA RELATRICE
Nel 2019 "Dall'accoglienza al percorso con l'anziano e la sua famiglia" - Progetto promosso dall'associazione di volontariato NonnoMino ONLUS in collaborazione con il comune di Vallefoglia
Nel 2017 "L’importanza della condivisione e della cooperazione nel lavoro sociale" – Progetto promosso dall’associazione di volontariato NonnoMino ONLUS
Nel 2017 "La Riabilitazione Cognitiva e Comportamentale nella Demenza: un approccio pratico nei servizi diurni" – Progetto promosso dall’associazione di volontariato NonnoMino ONLUS
Dott. Caranna Giuseppe
Psicologo Clinico iscritto alla Sezione A dell’Albo degli Psicologi della Regione Marche con il numero 2857.
Dopo la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche, consegue nel 2015 la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Urbino.
Dal 2015 al 2018 svolge tirocinio prima presso una cooperativa altamente specializzata nella cura dell’età evolutiva, poi presso enti statali come il CSM ed il reparto di Psichiatria dell’azienda ASUR Marche Area Vasta 1.
Specializzato nella somministrazione e scoring dei principali test cognitivi, intellettivi, di personalità e neuropsicologici, dal 2018 svolge l’attività di psicologo libero professionista sia presso il proprio studio in collaborazione con la dott.ssa Antenucci, sia come consulente per terzi, fornendo supporto e consulenze psicologiche per il benessere personale; valutazione, trattamento, riabilitazione e metodo di studio per DSA e BES.
CORSI DI FORMAZIONI
Nel 2018 "Masterclass Specialistiche La Genitorialità Fragile: programmi di sostegno" - Promosso dal Centro Studi Sociali sull'Infanzia e Adolescenza Don Silvio de Annuntiis Scerne di Pineto
Nel 2016 "Il Razionale del Trattamento Multimodale del Disturbo Borderline di Personalità" - Seminario promosso dalla Dott.ssa Ridolfi per conto di A.S.U.R. Marche Area Vasta 1
Nel 2016 "Corso di Specializzazione sulla Clinica dei Nuovi Sintomi" - Promosso da Jonas Onlus di Pesaro in collaborazione con IRPA
Nel 2014 "Basic Course of Lie Detection – Tecniche di Riconoscimento della Menzogna" - Promosso dal Dott. Igor Vitale
I nostri servizi
Sono rivolti all’area della Neuropsicologia, ai Disagi Psicologici legati a situazioni stressanti, problematiche di Coppia (conflitti e difficoltà di comunicazione), situazioni di Disagio Scolastico o Lavorativo e Disagi Familiari
Età evolutiva
Orientamento scolastico e Metodo di studio
Valutazione, Trattamento e riabilitazione DSA e BES
Sostegno psicologico alla genitorialità
Osservazione e valutazione del comportamento infantile
Neuropsicologia
Valutazione Neuropsicologica
Riabilitazione Cognitiva
Psicoeducazione
Sostegno familiare e caregiver
Psicologia e benessere
Valutazione Psicodiagnostica
Consulenze e Supporto Psicologico
Intervento di Sostegno in situazioni d’emergenza
…Inoltre offriamo servizi di ripetizioni per materie scolastiche tecnico-scientifiche e umanistiche per tutti gli studenti, dalle elementari alle superiori!
Non è il crollo a definirti. È ciò che fai nei dieci minuti dopo.
Se sei arrivato fin qui, probabilmente conosci quella sensazione: un colpo che gli altri sembrano incassare senza problemi ti lascia a terra per giorni. Un licenziamento, una relazione che finisce, un progetto che salta, un portafoglio che perde il 40% in poche settimane. E la domanda che ti resta addosso non è «quanto valgo», ma «riesco a reggere?».
Ho scritto Resilienza Reale esattamente per questa domanda.
Perché ho scritto questo libro
Nella pratica clinica e nei colloqui di orientamento incontro spesso la stessa persona: qualcuno che si conosce bene, che sa quanto vale, e che davanti al primo colpo vero crolla comunque. Conoscersi non basta. Reggere è una competenza diversa, e nessuno ce l’ha insegnata.
Se hai letto Autostima Reale, il primo volume della collana Psicologia Reale, questo è il passo successivo: l’autostima riguarda il modo in cui ci valutiamo, la resilienza il modo in cui reagiamo quando la vita ci mette alla prova. Puoi possedere un’ottima autostima e crollare lo stesso; puoi avere mille dubbi su di te e, ciononostante, rialzarti ogni volta.
La buona notizia: la resilienza si allena
C’è un dato che vale la pena conoscere. Una meta-analisi condotta su cinquantaquattro studi longitudinali ha mostrato che la resilienza è la risposta più comune agli eventi potenzialmente traumatici: riguarda in media il 65,7% delle persone esposte. Non è una dote rara riservata a pochi fortunati.
E la ricerca più recente la descrive non come un tratto fisso della personalità, ma come un processo dinamico e modificabile, che si costruisce con strategie precise, un passo alla volta. In altre parole: puoi allenarla, come un muscolo.
Cosa troverai dentro Resilienza Reale
Il libro è un percorso in tre sezioni, con un linguaggio semplice, esempi concreti, esercizi di autovalutazione e schede da compilare.
1. Cos’è davvero la resilienza
Da dove nasce, come funziona, e perché non significa «stringere i denti» o diventare insensibili. La resilienza non è un’armatura che ci rende invincibili: è la capacità di attraversare il dolore, non di evitarlo.
2. I nemici della resilienza
Quattro meccanismi che ci tengono a terra più a lungo del necessario, e che imparerai a riconoscere in te stesso:
La ruminazione — rimuginare all’infinito sullo stesso pensiero.
L’impotenza appresa — convincersi che «tanto non cambia nulla».
L’evitamento — fuggire da ciò che sentiamo, che allevia sul momento e aggrava nel tempo.
La rigidità — un solo modo di reagire, e quando non funziona, il vuoto.
3. Costruire e mantenere la resilienza
La parte operativa: strategie concrete da mettere in pratica ogni giorno per reggere gli urti, dare un senso a ciò che fa male e trasformare le cadute in punti di ripartenza.
Per chi è (e per chi non è)
È per te se sei stanco dei libri «pensa positivo» e vuoi capire come funzioniamo davvero, con strumenti che puoi usare da solo. Non è un manuale per diventare invincibili, e non sostituisce un percorso con un professionista quando serve. È una guida chiara, empatica e realistica, scritta da uno psicologo che quei meccanismi li osserva ogni giorno.
Non serve diventare invincibili. Serve imparare a piegarsi senza spezzarsi.
Ordina la tua copia
Resilienza Reale: Come reggere gli urti, rialzarsi e ripartire più forte è disponibile su Amazon in versione cartacea e Kindle.
No. Resilienza Reale è pensato per essere autonomo, con richiami puntuali ai concetti già esposti dove servono. Chi ha letto il primo volume, però, ci troverà un naturale proseguimento.
È un libro troppo tecnico?
No. I concetti della psicologia vengono spiegati con un linguaggio semplice ed esempi quotidiani. È scritto per chi non ha alcuna formazione in psicologia.
Il libro sostituisce un percorso psicologico?
No, e non lo pretende. È uno strumento di auto-aiuto e auto-osservazione. Quando l’avversità supera ciò che possiamo gestire da soli, il supporto di un professionista resta la strada giusta.
Chi sono
Sono Giuseppe Caranna, psicologo clinico iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Marche e orientatore specialistico. Ricevo a Pesaro e mi occupo del legame tra emozioni, comportamento e scelte di vita. Se vuoi lavorare su questi temi di persona, puoi prenotare un appuntamento.
Non ti manca l’autostima. Ti manca un modo onesto di guardarti.
Forse conosci la scena: ti guardi allo specchio e parte il processo. «Non sono abbastanza.» Eviti di parlare in riunione, rimandi una candidatura, scorri i social e ti senti più piccolo di prima. Hai già provato i libri «pensa positivo», le app, le frasi motivazionali — e dopo due giorni hai mollato. Non è colpa tua: nessuno ti ha mai spiegato come funziona davvero l’autostima.
Ho scritto Autostima Reale per questo.
Perché ho scritto questo libro
È nato durante la pandemia, quando la quarantena, la paura e la perdita di certezze hanno costretto molte persone a fare i conti con l’idea che avevano di sé. Nella pratica clinica e nei colloqui di orientamento vedevo la stessa cosa: non un problema di «volersi bene», ma la mancanza di un metodo per capire da dove nasce il giudizio che ci diamo, e come riscriverlo.
Non è l’ennesimo libro di pensiero positivo. È una guida chiara e realistica alla psicologia dell’autostima, con esempi concreti, esercizi di autovalutazione e schede da compilare.
L’idea di fondo: tre «te stesso»
L’autostima non è un voto fisso che ti porti addosso. Nasce dalla distanza fra tre immagini di te:
Il Sé reale — come sei davvero.
Il Sé percepito — come credi di essere.
Il Sé ideale — come vorresti essere.
Quando il Sé percepito precipita lontano dagli altri due, nasce quel senso di inadeguatezza. E a farlo precipitare, spesso, è lo specchio sociale: ci vediamo attraverso lo sguardo — reale o immaginato — degli altri. Capire questo meccanismo è il primo passo per smettere di subirlo.
Cosa troverai dentro Autostima Reale
Il libro è un percorso in tre sezioni: da come l’autostima si forma, a come la perdiamo, fino alle strategie per ricostruirla davvero.
1. Come nasce l’autostima
Che cos’è davvero, come si costruisce fin dall’infanzia e perché non coincide con l’arroganza né con il «sentirsi speciali».
2. Cosa la mina: le trappole del pensiero
Qui incontrerai le distorsioni cognitive che sabotano il modo in cui ti leggi, e imparerai a riconoscerle:
Il pensiero dicotomico — «o tutto o niente», senza sfumature.
La sovrageneralizzazione — «non ci riesco mai» dopo un solo errore.
L’inferenza arbitraria — concludere il peggio senza prove.
Gli stili attributivi — a chi o a cosa dai la colpa dei fallimenti e il merito dei successi.
3. Come ricostruirla
La parte pratica: esercizi quotidiani che partono da gesti semplici — come una riflessione guidata — per sostituire l’autocritica automatica con uno sguardo più giusto su di te. Cambiamenti sostenibili, non entusiasmo che dura due giorni.
Per chi è (e per chi non è)
È per te se sei stanco delle frasi motivazionali e vuoi capire i meccanismi reali dietro il tuo giudizio su te stesso, con strumenti che puoi usare da solo. Non promette di trasformarti in un’altra persona, e non sostituisce un percorso con un professionista quando serve.
Non serve cambiare chi sei. Serve solo imparare a vederti meglio.
Il primo volume della collana Psicologia Reale
Autostima Reale è il primo libro della collana Psicologia Reale. Se dopo averlo letto vorrai fare il passo successivo — imparare non solo a valutarti, ma a reggere i colpi della vita — trovi il secondo volume, Resilienza Reale.
Ordina la tua copia
Autostima Reale: Come riconoscersi, migliorarsi e smettere di giudicarsi è disponibile su Amazon in versione cartacea e Kindle.
Sì. È pensato proprio per chi si sente spesso «non abbastanza» e vuole capire da dove nasce quel giudizio, con esercizi concreti da applicare ogni giorno.
È un libro tecnico o difficile?
No. I concetti della psicologia sono spiegati con un linguaggio semplice ed esempi quotidiani, senza dare nulla per scontato.
Il libro sostituisce un percorso psicologico?
No, e non lo pretende. È uno strumento di auto-aiuto e auto-osservazione. Quando il disagio è profondo o persistente, il supporto di un professionista resta la strada giusta.
Chi sono
Sono Giuseppe Caranna, psicologo clinico iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Marche e orientatore specialistico. Ricevo a Pesaro e mi occupo del legame tra emozioni, comportamento e scelte di vita. Se vuoi lavorare su questi temi di persona, puoi prenotare un appuntamento.
Lo scopo di questo breve articolo sarà quello di fare più
chiarezza nella lotta fra coloro che sostengono che i videogiochi a contenuto
violento (da qui in avanti videogiochi violenti) facciano diventare aggressivi
(nelle manifestazioni di vario genere) e chi pensa siano un mezzo di scarica di
aggressività latente.
Assumiamo due presupposti di base, per cercare di dare voce a
entrambe le ipotesi:
Videogiocare
significa fare un’esperienza. Questa esperienza può essere decontestualizzata
dal virtuale e generalizzata al mondo reale.
Le
situazioni prese in esame valgono per tutte le persone prive di patologie
psichiche o di personalità.
QUALI SONO I FATTORI IN GIOCO?
Immaginiamo che l’intento di giocare sia quello di
divertirsi; pertanto, cosa fa divertire un videogiocatore?
Nel momento in cui ci si appresta a giocare, si ha un certo mood
che potrà influire nella costruzione dell’esperienza videoludica.
Questa esperienza viene realizzata grazie al fatto che il
videogiocatore si immedesimi totalmente nel ruolo interpretato virtualmente,
costruendo una rappresentazione del rapporto tra la parte di sé che interpreta
il personaggio e gli altri.
È proprio questa interpretazione di ruolo che permette di
spostare il mood sullo stato conflittuale in modo da vedere sé stessi
come buoni e gli altri come malvagi da distruggere, permettendo
di divertirsi svincolandosi dal sentirsi cattivi!
COSA IMPEDISCE LA GENERALIZZAZIONE DEL COMPORTAMENTODISTRUTTIVO DAL MONDO VIRTUALE AL MONDO REALE?
Bisogna innanzitutto distinguere quelle che sono le categorie
generali di videogiochi violenti; e sono sostanzialmente due: videogiochi violenti
in cui si fanno cose socialmente inaccettabili nel mondo reale (commettere
azioni criminali, come ad esempio GTAV) e videogiochi violenti che nel
mondo reale sarebbero socialmente legittimati (catturare criminali, difendere
innocenti, come ad esempio Assassin’s Creed).
Perché questa differenza? Perché nel caso della prima
categoria di videogiochi (che possiamo definire fuorilegge),
l’illegalità viene ancora di più scoraggiata dalla moralità e dalla forza del
vincolo normativo.
Cosa s’intende per forza del vincolo normativo? Per forza del
vincolo normativo intendiamo la forza con cui la socialità, la cultura
d’appartenenza e il confronto coi pari, possano giustificare la riproduzione di
manifestazioni aggressive, in qualsiasi forma: aggressività verbale, incremento
delle palpitazioni con attivazione fisiologica, e così via.
Pertanto, più è forte questo vincolo, minori sono le
possibilità che l’aggressività si manifesti e non solo; recenti ricerche, hanno
dimostrato che anche la presenza di stati mentali conflittuali già esistenti
(il mood di cui parlavamo sopra) prima di videogiocare vengano
assimilati al videogioco e quindi inibiti per lo stesso meccanismo di vincolo!
In conclusione si può dire che i videogiochi non portano allo
sviluppo di aggressività (con le dovute eccezioni di alcuni soggetti con
patologie preesistenti)! In tutti i casi, tutte le tipologie di videogiochi
violenti permettono sì di generare aggressività ma anche di scaricarla in corso;
e per coloro che invece sono stressati già prima di giocare, avrà lo stesso
effetto!
Giocate anche voi!
Dott. Giuseppe Caranna
Tutte le immagini presenti in questo articolo appartengono ai rispettivi proprietari.